Ennio Di Francesco - Web Page


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Ennio Di Francesco nasce nel 1942 in un piccolo paese dell’Aspromonte Calabro dove il padre Vincenzo, abruzzese, sottufficiale dell’Arma comanda la stazione Carabinieri e la madre Angela è insegnante elementare.
Sposato con una professoressa di lettere. E’ il secondo di quattro figli.



Trasferitasi la famiglia a Pescara, è compagno di scuola media e di liceo classico con Emilio Alessandrini.
Si laurea in legge all’Università di Genova con una tesi in criminologia. Ufficiale dei carabinieri a Genova, dirige un plotone antiterrorismo in Alto Adige, il reparto operativo a Siracusa, è ufficiale addetto e poi comandante della “Compagnia speciale Antimafia” a Catanzaro. Riceve dall’Arma due encomi solenni. Funzionario di Polizia, dopo un breve periodo alla Squadra Mobile di Bologna è capo delle sezioni Narcotici e Omicidi a Genova; investigatore centrale all’Ispettorato Generale Antiterrorismo di Emilio Santillo. Dirige la Narcotici a Roma e quindi una sezione investigativa antidroga alla Criminalpol Nazionale. Vince una selezione internazionale quale ufficiale di collegamento europeo antidroga presso il Segretariato Generale dell’Interpol a Saint Cloud-Francia; dirige poi l’Unità Italiana Europol.


E’ tra i negoziatori italiani nel 1988 della Convenzione ONU del 1988 contro il traffico internazionale di droga e i protocolli aggiuntivi a) contro il traffico di migranti b) di donne bambini c) di firearms. E’ coordinatore delle diverse Forze di Polizia italiane nel Gruppo di Lione ( gruppo di studio e di cooperazione giudiziaria ) nel quadro del G8 durante le Presidenze inglese, tedesca, giapponese, italiana. L’amministrazione ritiene di non impiegarlo durante il G8 di Genova. Dirige l’Unità italiana nell’Accademia Europea di Polizia ( CEPOL) ed è capo delegazione nei relativi Consigli di Amministrazione durante la Presidenza italiana 2003 dell’Unione Europea. E’ stato anche funzionario prima del Ministero degli Affari Esteri e quindi della Presidenza del Consiglio dei Ministri dove ha diretto l’Ufficio prevenzione tossicodipendenze del Dipartimento Affari Sociali. E’ stato tra i primi “carbonari” che si batterono negli anni ’70 per la democratizzazione e riforma della Polizia subendo per questo sanzioni da parte dell’Amministrazione. Quel “movimento democratico” condusse alla legge 121 del 1° aprile 1981 di riforma della Polizia di Stato.


E’ autore del libro “Un Commissario” con prefazione di Norberto Bobbio, edito da Marietti e poi da Bur-Rizzoli, premio “Selezione Bancarella” 1990 nonché del libro “Frammenti di utopia” con prefazione di Giuseppe De Lutiis, pensiero di Marco Alessandrini e Mario Calabresi e frase dedicatagli da Corrado Stajano.

Ha prodotto articoli, poesie, quadri e sculture. Il primo maggio 2004 la gerarchia della Polizia di Stato attraverso forzature gestionali non promuovendolo mai lo congeda d’ufficio prima del tempo. E’ promotore e presidente dell’Associazione culturale onlus “Emilio Alessandrini, uomo d’Abruzzo-magistrato d’Italia” nonché membro della giunta esecutiva del Comitato Nazionale Sport contro droga, associazione benemerita del CONI.


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