UN UOMO GIUSTO – GIOVANNI PALATUCCI

UN UOMO GIUSTO – GIOVANNI PALATUCCI

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Narra la storia dell’ultimo questore di Fiume Italiana

Breve introduzione

 

Il 25 ottobre ’94, unitamente al compianto Goffredo Raimo ed altri amici, abbiamo costituito con atto notarile l’Associazione culturale, 

“Giovanni Palatucci – fratello di pace” 

con lo scopo di perpetuare la memoria e l’insegnamento professionale, mo­rale e sociale di un funzionario della Polizia italiana, che dedicò la vita ai principi della solidarietà, dell’umanità, della tolleranza e dell’amore verso il prossimo. 

In particolare a Fiume, come dirigente dell’ufficio stranieri e poi come Questore·- reggente, dal 1938 e durante l’occupazione nazista della città, si oppose all’applicazione delle leggi razziali salvando molti ebrei dalla persecu­zione e dall’avvio ai campi di sterminio. Ciò coerentemente col suo più gene­rale convincimento e impegno di amore universale oltre ogni ideologia. Sco­perto ed arrestato dalle SS, fu condannato alla pena di morte commutata poi nella deportazione nel campo di concentramento di Dachau, ove morì a tren­tasei anni il 10 febbraio 1945. 

L’Associazione si propone di assumere iniziative presso l’opinione pubbli­ca, Amministrazioni dello Stato, soprattutto Forze di Polizia ed Istituzioni scola­stiche, Associazioni culturali, affinché la figura di Giovanni Palatucci venga ricor­data nel significato più profondo e universale di un funzionario dello Stato che sa trovare nella propria coscienza e nel rispetto dei diritti umani i limiti di invali­cabilità all’applicazione di leggi ingiuste, discriminatorie, violente e razziste. 

Questo volumetto, per il quale ringrazio gli amici Annibale Paloscia, Marco Coslovich e quanti altri hanno collaborato, si muove in tal senso. 

NOTA DELL’ AUTORE

I libri di Ennio Di Francesco sono testimonianze per fare conoscere ai giovani che non sanno e agli adulti che dimenticano, che i diritti di cui tutti fruiscono vengono dal sacrificio di coloro che hanno sofferto, diversi dando la vita, dando la vita, per la sicurezza, la giustizia e la democrazia di un’Italia che fu a rischio di golpe e di eversione.