Mi scuso  con chi ha letto il post di ieri con amarezza per me, e ringrazio dei commenti in tal senso. Non vi crucciate. Non porto rancore verso l’Amministrazione; mi auguro solo che chi decise allora, rifletta. Il post ha un solo motivo: far “sentire” quanto possa essere duro, ma anche esaltante, “tenere la barra dritta ( frase che mi disse Noberto Bobbio) verso la stella polare dei Valori“. E quanto debba ringraziare il Signore di poterlo dire, dopo anni di rischioso lavoro. I miei post sono sovente ricordi struggenti e intimi. Nessuno potrà mai sapere la melanconica ironia di Emilio Alessandrini; il sorriso di Giovanni Falcone, quella sera a Parigi con “Ninni” Cassarà; l’affettuoso frapporsi dell’appuntato Fiorenza per proteggermi in pericolose irruzioni; l’ultimo ordine datomi da Emilio Santillo:”Commissa’,  mo’ m’a dà truvà nu poste chien’e sole“, mentre ormai ombra di sé languiva nel trasferimento-tumore per aver denunciato il “raggruppamento Gelli“; il complimento italo-americano dell’agente antidroga  Frank Serpico a Roma con le cicatrici fattegli dai suoi “colleghi”, dentro e fuori; i versi sussurrati da “Peppino” Pandiscia nell’asettico ospedale di Villejuf; la carezza eterna sul viso di Giovanni Paolo II..
Basta. Sento sgorgare la lacrima! Grazie, cari amici. Sa sappiate che per tecnicismi burocratici e giudiziari, non potrò vincere in nessuna Corte italiana. Il Procuratore Generale della Cassazione, che mi conosce e mi stima, ha “dovuto” svolgere la requisitoria in tal senso. Spero solo di ottenere che, esperiti tutti i “rimedi processuali” in Italia, la sentenza permetta di adire la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, per cercare di far valere il “principio di effettività della tutela giurisdizionale ex art.24 della nostra Costituzione“, attraverso l’articolo 6 CEDU. Insomma mostrare che un Servitore dello Stato,  in “solitudine professionale e mediatica”, può resistere a logiche di carrierismi e prebende. Ciò onorarndo la memoria dei Servitori dello Stato, che si sono sacrificati, anche dando la vita, per tutelare i Valori per tutti.  Per giungere a questa udienza ho attraversato oltre venti anni di amarezze e mortificazioni, che continuano. E, considerata l’anagrafe, potrò solo dire: ” Ho combattuto la giusta battaglia“. Vi terrò informati. Grazie amici, e buona vita. Vostro Ennio
P.S.
La vispa fanciulla che vedete in una foto, è Denise allora in elementare. E’ divenuta una signorina. In un incontro organizzato a Pescara due anni fa, ha letto “L’appello ai giovani” di Agnese, la vedova di Paolo Borsellino; e ora dà la voce, in italiano e in inglese, al “Piccolo Principe”, nel libro appena uscito con Erga Edizioni, ispiratomi chissà da Chi, e per il quale Presidente Mario Draghi, mi ha scritto ieri i ringraziamenti, che devotamente ricambio per la Sua straordinaria sensibilità.