Per non Dimenticare: evento per ricordare la strage in cui morì Borsellino e la sua scorta. 19 luglio a Pescara.

Ma chi te lo fa fare? mi ha rimproverato con affetto un mio familiare. Già, perché organizzare, da solo, anziano e acciaccato, a mie spese, l’incontro del 19 luglio a Pescara ( sotto locandina e programma). Come spiegarlo? Forse l’eco delle parole di Ninni Cassarà al convegno sulla democratizzazione di polizia, nel luglio 1985 a Isola delle femmine, vicino Capaci. “Ennio sono venuto per ascoltare te, grazie!”. Un abbraccio ed era tornato in auto scortata al suo lavoro, Roberto Antiochia accanto. Sarebbero stati trucidati il 5 agosto. Forse il sorriso di Giovanni Falcone quella sera del 1982, dopo la rogatoria internazionale che, funzionario europeo dell’Interpol presso il Segretariato Generale in Francia, avevo stimolato dopo l’arresto con chili di droga di un boss di mafia che stava tessendo alleanze contatti coi marsigliesi.
Nell’ interrogatorio condotto da Falcone nel carcere francese, avevo appreso in pochi minuti più che in anni di università. Lì era nata la nostra stima professionale e umana. Me l’aveva confidato col sorriso che giungeva all’anima, nel petit bistrot ( super sorvegliato, ma lui non lo sapeva) in cui avevo guidato lui, Ninni e Peppino Ayala. Fu sereno quella sera. Che incancellablie regalo! Chi me lo fa fare? Non lo so, ma continuerò, nel tempo che resta, finché Dio vorrà.
Tutto ciò si può leggere nel manoscritto che iniziai a scrivere, dopo la uccisione di Ninni, pigiando disperatamente tra le lacrime i tasti della traballante Olivetti 22, vecchio regalo di mio padre. Io scrivevo, loro certo dettavano. Quelle pagine, erano giunte ( per provvidenza?) a don Balletto, il sacerdote direttore a Genova della casa editrice Marietti. Voleva pubblicarle. Esitavo. Potei parlarne ( sempre la provvidenza?) con Norberto Bobbio, ormai vecchio e stanco. Lesse quelle pagine. Invio’ la sua “testimonianza” ( così volle la chiamassi) . Nel 1992 esse divennero “Un Commissario”, qualificatosi subito nel premio Bancarella. Ricordo vicino a me a Pontremoli, Oriana Fallaci, Antonio Spinosa, Roberto Gervaso, Raffaele Nigro… Io, un piccolo commissario, uno sbirro, scrittore per dolore. Da quel libro lo straordinario poliziotto-artista Nazareno Giusti, stava traendo da tempo un fumetto, tristemente interrotto, l’aprile scorso, a 29 anni! Forse lo sta continuando, con accanto “magistrati e poliziotti di luce” , a cominciare dal suo idolo, Giovanni Palatucci. Chi me lo fa fare?
Non so come riuscirà l’evento del 19 luglio a Pescara. Se riuscite venite, comunque condividete, diffondete, seguite come potrete…Sentirete il loro Spirito.

Vostro Ennio